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Chiamo l’ architetto?

Quando fare tutto da soli e quando chiamare l’Architetto?

In un mercato come quello delle ristrutturazioni che volge spesso lo sguardo al ribasso, l’architetto continua ad essere, comunque, la figura capace di far la differenza generando progetti di qualità con fantasia e metodo, soprattutto grazie all’utilizzo delle tecniche più innovative oggi a disposizione.
L’architetto, nel corso del tempo – dal Rinascimento ad oggi – ha cambiato più volte pelle senza però perdere la propria identità professionale. Da creativo bizzarro ma geniale ad artigiano aggiornato su tecnologie e tendenze, fino all’attuale professionista sempre più specializzato nel proprio settore.
Nonostante sia vittima, come tutti i professionisti (dietologi, psicologi, consulenti…), di preconcetti come l’eccessiva esosità della propria parcella (che nei migliori casi si rivela un vero e proprio investimento sul budget) non può che essere lui il nostromo che conosce le mappe, sa evitare le insidie e condurre “in porto” – senza bruschi scossoni – una ristrutturazione.Ma una volta convinti nel porsi alla ricerca del professionista giusto, quali sono le principali caratteristiche, o meglio i ruoli, che un architetto dovrebbe vestire per soddisfare le nostre esigenze di cliente?
Ecco 5 aspetti peculiari da ricercare in un professionista per raggiungere risultati di qualità.

1. L’Analista

Un architetto deve saper ascoltare, raccogliere bisogni celati, interpretare timori e indecisioni, idee e gusti, a volte conciliare pareri discordanti nel caso di coppie o gruppi familiari.
Riordinare, quindi, il caos e incanalare i vari spunti del cliente verso suggerimenti e soluzioni. Quindi più si condividono dubbi ed idee, più si riuscirà a comunicare e meglio si potrà arrivare, insieme, ai risultati attesi.

2. Il Regista

Come figura tecnica e creativa l’architetto può comporre la sceneggiatura da portare poi in sul palco: la trama o il testo (il progetto), la scelta degli interpreti (maestranze, materiali e prodotti) e poi le riprese sul set (il cantiere). Come un regista, l’architetto deve guidare il suo film verso l’obiettivo comune, secondo uno stile personale, con la giusta cura dei particolari e delle tecniche. Chiunque siano gli interpreti (imprese, tecnici, rivenditori o artigiani specializzati) di questa pellicola, l’architetto-regista coordinerà persone e mezzi, luci e complementi, usufruendo di utili collaboratori, ognuno esperto del proprio settore.
Il cliente inteso come committente (produttore) non ha il semplice ruolo di spettatore ma un compito importante: siede dalla stessa parte del tavolo dell’architetto, per averne un continuo confronto, un comune ragionamento e soprattutto per essere sempre l’ultimo a dare “l’ok” per tutte le decisioni finali.

3. Il Risparmiatore

Oggi più di ieri il controllo dei costi è fondamentale per non incorrere in spiacevoli “tracolli di spesa” che implicherebbero lunghe pause o brusche interruzioni dei lavori. Il progetto dell’architetto è sempre corredato di un capitolato lavori che funge da linea guida, come un copione a disposizione di tutti ed al quale tutti devono far fede. Questo iter consente di non perdersi tra prezzi troppo divergenti e di conoscere tempi, acquisti da compiere e personale da saldare, con notevole riduzione dei rischi.

4. Il Comunicatore

Il timore più grande di chi si rivolge allo studio di un architetto è che chiedendo troppe prestazioni o incaricando il professionista di un impegno gravoso ci si possa veder recapitare un preventivo esoso per le proprie tasche.
Per spiegare come meglio servirsi o investire nel giusto architetto, ottenendo un risparmio sul budget complessivo, va considerato che la richiesta “parziale” è una scelta poco redditizia: il semplice consiglio “al volo”, spesso gratuito, chiesto ad un architetto, può anche aiutare a risolvere un dubbio importante, ma è come chiedere al dottore la giusta medicina per un mal di testa persistente senza farsi visitare. Quindi meglio impegnare il professionista su un aspetto più generale e metterlo nelle condizioni di poter lavorare ed esprimersi in un clima di fiducia reciproca in modo da ottenere il miglior contributo possibile dal suo operato, magari anche risparmiando.
Dopo un’attenta ricerca tramite passaparola o qui su Houzz e aver scelto un architetto per il suo stile e la sua professionalità, pretendete dallo stesso chiarezza ed attenta descrizione delle voci del suo preventivo. Non esitate a tornare a porgli domande, cercate maggiori chiarimenti perché non vengano disattesi o mal interpretati impegni reciproci.

5. L’Architetto Scultore

Varie figure compongono la scena di un cantiere. Tra operai, tecnici specializzati e voi stessi va stabilito un preciso ordine di ruoli. Il direttore dei lavori non riveste solo il ruolo delicato di controllore dei tempi o di “cane da guardia” sulla qualità delle rifiniture finali, ma anche di attento custode del progetto che dovrà cercare di proteggere e difendere – nonostante gli inevitabili imprevisti di cantiere.
A quel punto, senza il creatore che modella fino alla fine la sua scultura, ci si potrebbe trovare soli, spaesati, mal consigliati ad ogni inevitabile problematica e senza poter individuare con chiarezza eventuali responsabili.
Quindi per la miglior riuscita di un’opera architettonica sarebbe ideale che lo stesso progettista fosse anche il direttore dei lavori. Non è una regola fissa, ma solo una considerazione dettata dal buon senso e da un sano buon senso – si sa – si ottengono spesso buoni risultati.

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